Differenza tra centri di lavorazione orizzontali e verticali

Diferencia entre centros de mecanizado horizontales y verticales

Per comprendere i principali punti di differenza tra centri di lavorazione orizzontali e verticali, è necessario soffermarsi prima su un altro aspetto. Quasi ogni pezzo, attrezzo, utensile, apparecchio o dispositivo che usi, per quanto semplice o complesso possa sembrare, è generalmente stato prodotto in serie o in massa. In ogni caso, con il supporto di macchine o impianti industriali, prima di arrivare nei negozi o ai banchi dove solitamente si acquistano.

Così come tutto ciò che usi abitualmente si è evoluto, lo sviluppo del settore industriale e dei suoi processi e strumenti non è rimasto indietro. I progressi della tecnica hanno permesso, nel corso della storia, di perfezionare i metodi e le procedure legate alla produzione su larga scala di diversi beni.

Tra i contributi più significativi della tecnica per l’industria vi sono i centri di lavorazione. Questi impianti sono macchine-utensili che hanno ottimizzato le operazioni e i risultati di apparecchi industriali più tradizionali, come la fresatrice o il tornio manuale.

Se sei familiare con ambienti industriali, o sei mai entrato in una bottega, avrai potuto riconoscere l’aspetto di un centro di lavorazione. In linea generale, è un cubo che può presentarsi in diverse dimensioni e che possiede un insieme di apparecchi che svolgono una o più mansioni determinate.

L’aspetto può variare ed è strettamente legato al tipo di impianto e alle sue funzioni. In generale, esistono due tipi di centri di lavorazione: quelli orizzontali e quelli verticali. Nel corso di questo testo conoscerai quali sono le loro principali caratteristiche, vantaggi e funzioni che ciascuno svolge all’interno della produzione industriale.

Che cos’è un centro di lavorazione?

I centri di lavorazione sono strumenti sotto forma di macchinari, impiegati nel settore industriale. Questi usano diverse tecniche di lavorazione, su materiali generalmente rigidi, per la realizzazione di pezzi. Questo risultato può costituire prodotti finiti o semplicemente parti da assemblare in beni più complessi. Questi impianti rappresentano l’evoluzione tecnica di macchinari più antichi, come la fresatrice, il tornio e il trapano, tra gli altri.

La principale differenza rispetto agli impianti più antichi è l’automazione dei processi. Un centro di lavorazione è caratterizzato da tre componenti principali: il Controllo Numerico Computerizzato (CNC), molteplici dispositivi di taglio e lavorazione, e un cambio automatico degli utensili.

Le suddette caratteristiche favoriscono sempre maggiori esigenze nei processi industriali, come l’ottimizzazione del tempo e delle risorse, l’aumento della produttività, una maggiore precisione nel lavoro e la garanzia di sicurezza sul lavoro.

Centri di lavorazione verticali e orizzontali

I centri di lavorazione si classificano secondo molteplici caratteristiche, come la dimensione, le funzionalità e i livelli di automazione. Tuttavia, la distinzione più generale si basa sull’orientamento del mandrino di lavoro. Questo può essere orizzontale o verticale. Di seguito sono mostrati in generale i punti di differenza tra centri di lavorazione orizzontali e verticali.

Centri di lavorazione verticali L’asse di lavoro è una testa rotante che esegue diverse tecniche di lavorazione sul materiale, dall’alto verso il basso. Opera principalmente sulla zona superiore del pezzo. In questo senso, è particolarmente destinato al trattamento di oggetti piani con cavità o incavi, così come alla realizzazione di modelli o stampi. Il piano di lavoro, invece, si muove orizzontalmente sugli assi X e Y, il che, unito al movimento del mandrino, dà luogo a una lavorazione triasse. In generale, è un impianto di lavoro con spazio di installazione ridotto, e questo lo rende un’opzione più economica e diffusa. Il processo di lavorazione permette di osservare l’avanzamento del pezzo, rispetto al progetto programmato per esso.
Centri di lavorazione orizzontali I principali assi di lavoro sul materiale si trovano lateralmente. La funzione principale è eseguire la lavorazione di uno stesso pezzo in diverse parti. In questo senso, è destinato al trattamento di pezzi grandi. In certi impianti, il materiale può inclinarsi e assumere determinate posizioni per adattarsi agli assi di lavoro, secondo i parametri programmati. La lavorazione di questo tipo di impianto può impiegare movimenti su tre o quattro assi, ciascuno in direzioni diverse, che permettono un trattamento tridimensionale del pezzo. Un vantaggio è che il materiale può essere lavorato fino su quattro superfici contemporaneamente, il che riduce l’intervento umano, poiché non è necessario spostare manualmente il pezzo. Per la disposizione dei mandrini e il movimento del pezzo, le trucioli o residui del materiale cadono e non si accumulano né sull’oggetto né sugli utensili da taglio.

Dalla sua nascita fino ad oggi, l’industria per natura si è occupata della trasformazione di materiali primari in beni. Questo compito è stato rivolto alla loro successiva commercializzazione, distribuzione o utilizzo su larga scala. È il settore secondario dell’economia produttiva, poiché funge da collegamento tra i processi di ottenimento della materia prima (settore primario) e il commercio e la generazione di benefici a partire da prodotti finiti (settore terziario).

In generale, tutti gli oggetti che fanno parte della vita quotidiana oggi, o che ti circondano, sono il risultato di un insieme di processi industriali meccanici, eseguiti con strumenti di molteplici caratteristiche e adattati a diversi parametri di progetto, funzionalità e finitura, tra altri aspetti determinati per la produzione.

Lascia un commento